ACT! Recitazione e Canto: Una sola Voce – Presentazione e Dimostrazione

Una sola voce GranaioVenerdì, 2 ottobre
ore 20.30

ACT!  Recitazione e Canto: Una sola Voce

In che modo si arriva a creare una continuità tra mimica, gestualità e il suono della voce?

con Alessandro Quarta e Sara De Santis

L’espressione ha origine nell’universo psichico di chi recita e di chi canta. Essa è generata dal dono di saper estrovertire la propria interiorità rendendo il corpo strumento dell’anima. 

Alessandro Quarta e Sara De Santis lavorano assieme da anni nel progetto Quarta Dimensione, gruppo vocale che si esibisce in concerti e spettacoli teatrali e musicali. Soprattutto attraverso questa esperienza, le loro professioni di attori e cantanti sono compenetrate l’una nell’altra, sia dal punto di vista tecnico che interpretativo, restituendo originalità e forza espressiva. In questa serata organizzata da Gli Amici del Granaio, racconteranno cosa è per loro essere attori e cantanti, come queste espressioni artistiche si fondono e faranno una dimostrazione pratica del seminario “Recitazione e canto: una sola voce” che conducono a Roma.

Entrambi sono tra i soci fondatori degli Amici del Granaio e dell’Atelier del Granaio. Alla mostra “Sogno, quindi sono”, hanno regalato la veste del suono, rendendo la musica parte integrante del percorso espositivo. La loro voce ha accompagnato tanti nostri eventi, divenendone parte integrante ed imprescindibile. La lettura, il canto e la recitazione ha rese vive queste esperienze avvicinandoci all’essenza di quanto veniva detto e immergendoci nella trama di un momento non solo appreso, ma vissuto.

Al termine dell’intervento verrà offerto un aperitivo dagli Amici del Granaio

Con la partecipazione amichevole di Caffè Galeotto.

Granaio di Santa Prassede

Via di Santa Prassede, 8

Roma

Ingresso libero

Roma – “Recitazione e canto: una sola voce” con Alessandro Quarta e Sara De Santis

Recitazione e canto una sola voce. Immagine Arrigo. VerticaleIl seminario RECITAZIONE E CANTO: UNA SOLA VOCE intende offrire un’occasione unica ad attori, cantanti o appassionati del genere, che vogliano approcciarsi in modo intenso e originale allo studio della recitazione e del canto. Alessandro Quarta e Sara De Santis lavorano assieme da anni nel progetto Quarta Dimensione, gruppo vocale che si esibisce in concerti e spettacoli teatrali e musicali. Soprattutto attraverso questa esperienza, le loro professioni di attori e cantanti sono compenetrate l’una nell’altra, sia dal punto di vista tecnico che interpretativo, restituendo originalità e forza espressiva. In molti chiedono in che modo si arrivi a creare la linea di continuità tra la recitazione e il canto. Da questa domanda è nato il seminario intensivo RECITAZIONE E CANTO: UNA SOLA VOCE.

Il seminario è diviso in due moduli, 1° livello e 2° livello. Si può liberamente decidere di partecipare ad uno solo o ad entrambi i moduli. Hanno diritto a partecipare al 2° livello tutti gli allievi che hanno frequentato il 1°. E’ previsto uno sconto per chi partecipa ad entrambi i moduli.

Il seminario sarà strutturato in 3 parti:

1. Con Alessandro Quarta si lavorerà prima di tutto sull’impostazione della voce e poi si scoprirà il metodo efficace e divertente La Musicalità dell’attore, per imparare a capire, intonare ed esprimere la PAROLA nel modo più vario e corretto possibile.

2. Sara De Santis andrà a risvegliare il corpo, il tempio della voce, con L’Intenzione dell’attoreun percorso in cui si esplorerà la relazione con se stesso, l’altro e lo spazio, per imparare ad attivare l’energia scenica.

3. Alessandro Quarta e Sara De Santis entreranno nell’Anima espressiva del cantoper scoprire l’energia interpretativa del canto e tirare fuori il fuoco dello strumento vocale.

Sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015 1°Livello 

Sabato 24 e domenica 25 ottobre 2015 2°Livello 

Orario 10.00-20.00

Presso Magmalab Space

in via Alberico II 37  –  Roma

(Metro A – Ottaviano)

CONTATTACI

Se vuoi avere informazioni su come partecipare al corso, puoi:

– scrivere una mail a infoquartadimensione@gmail.com

– chiamare il numero 347 1709856

– cliccare su www.quarta-dimensione.it/corsi

N.B. Per tutti coloro che vengono da fuori Roma e hanno necessità di un alloggio, sono previste convenzioni molto vantaggiose con diversi Hotel.

RECITAZIONE E CANTO: UNA SOLA VOCE – Seminario intensivo con Alessandro Quarta e Sara De Santis

Recitazione canto sola voce

6 – 7 GIUGNO 2015 – ROMA

 RECITAZIONE E CANTO: UNA SOLA VOCE

Seminario intensivo con Alessandro Quarta e Sara De Santis

Il seminario RECITAZIONE E CANTO: UNA SOLA VOCE intende offrire un’occasione unica ad attori, cantanti o appassionati del genere, che vogliano approcciarsi in modo intenso e originale allo studio della recitazione e del canto.

Alessandro Quarta e Sara De Santis lavorano assieme da anni nel progetto Quarta Dimensione, gruppo vocale che si esibisce in concerti e spettacoli teatrali e musicali.

Soprattutto attraverso questa esperienza, le loro professioni di attori e cantanti sono compenetrate l’una nell’altra, sia dal punto di vista tecnico che interpretativo, restituendo originalità e forza espressiva.

In molti chiedono in che modo si arrivi a creare la linea di continuità tra la recitazione e il canto. Da questa domanda è nato il seminario intensivo RECITAZIONE E CANTO: UNA SOLA VOCE.

Il seminario sarà strutturato in 3 parti:

1. Con Alessandro Quarta si scoprirà il metodo efficace e divertente La Musicalità dell’attore, per imparare a capire, intonare ed esprimere la PAROLA nel modo più vario e corretto possibile.

2. Sara De Santis andrà a risvegliare il corpo, il tempio della voce, con L’Intenzione dell’attore, un percorso in cui si esplorerà la relazione con se stesso, l’altro e lo spazio, per imparare ad attivare l’energia scenica.

3. Alessandro Quarta e Sara De Santis entreranno nell’Anima espressiva del canto, per scoprire l’energia interpretativa del canto e tirare fuori il fuoco dello strumento vocale.

Sabato 6 e Domenica 7 giugno

Orario 10.00-20.00 

Presso MagmaLab Space

in via Alberico II 37  –  Roma

(Metro A – Ottaviano)

Sei curioso di conoscere i dettagli sulla struttura del corso e su chi lo conduce?

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Se invece sei già soddisfatto e vuoi avere informazioni su come partecipare al corso, puoi:

– scrivere una mail a infoquartadimensione@gmail.com

– chiamare il numero 347 1709856

– cliccare su www.quarta-dimensione.it

 

C’è chi muore di overdose

philip-seymour-hoffman

Philip Seymour Hoffman è morto il 2 febbraio scorso. Quell’attore di cui la maggior parte delle persone ricorda il volto, ma non il nome. Vuoi per via del doppio nome che a noi italiani risulta un po’ difficile da pronunciare, vuoi perché era un attore così eclettico che non sempre era facile da riconoscere.

Sono due giorni che ripenso alla sua morte e, soprattutto, penso al perché io sia ancora così turbata.

Hoffman è morto a 46 anni per overdose di eroina,nel suo bagno. L’eroina mi collega automaticamente a un senso di degrado, non solo fisico e mentale, ma anche materiale. L’eroina che ti porta a perdere tutto e a volere solo lei. E il bagno di un appartamento di Manhattan non è il bagno di Trainspotting. Questa morte mi capovolge. Mi stravolge quelle poche certezze che ho. Mi racconta di una droga che c’è ancora, di tante droghe che ci sono ancora. Negli ultimi tempi, se parlo di droga lo faccio distinguendo quelle pesanti da quelle leggere e quali sono accettabili e quali no e Breaking Bad ha una sua morale e bla bla bla. Anch’io mi sono persa nella teoria. Eppure c’è gente che nel 2014 muore di droga. Veramente, non in teoria.

trainspotting bath

Quando facevo volontariato in una comunità di recupero, ricordo la sensazione di divario gigantesco tra me e i ragazzi che la abitavano. Loro erano convinti che io non potessi capire. Se non l’hai provata non puoi capire, non me lo dicevano, lo vivevano. Ma tutti coloro che non la provano, per capire, non devono certo farne uso. Quello che facevo io, nel mio piccolo mondo di incertezze, era entrare in comunicazione con il loro dolore. E io il dolore lo conoscevo. Lo conosciamo tutti. Il dolore è democratico.

[In fondo in fondo, andavo lì per esplorare il mio dolore e quei ragazzi capivano anche questo. E mi volevano bene. E ci aiutavamo a vicenda. E chissà oggi che fanno, mentre io qui mi stupisco di nuovo di un morto di overdose e neanche ricordo i loro nomi.]

Quello che mi turba della morte di Philip Seymour Hoffman è che era un attore. Non un attore qualunque, un attore prodigioso, un artista vero. Lo sanno tutti, perché quando una persona eccelle non c’è bisogno di essere tecnici per capire. Come non hai bisogno di drogarti per capire che è meraviglioso e terribile insieme. Lo vedi, lo sperimenti attraverso la pelle dell’altro. Ecco, un attore bravo fa questo: sperimenta attraverso la pelle dell’altro e la propria, senza davvero drogarsi. Non dev’essere un assassino per interpretare Macbeth.

il dubbio

Mi hanno insegnato che un attore è bravo quando è convincente, vero, anche se vero non è. Un attore è un artista quando ti regala un pensiero che traduce in immagine, in suono, in parola e lo spettatore gode di questo, perché viene toccato nelle corde più intime, quando attiva il suo proprio pensiero ed è libero di interpretare ciò che vuole.

Il lavoro interiore per arrivare ad entrare in connessione totale con quell’emozione è devastante. Ti annulli e contemporaneamente esisti. Sei e non sei. Sei tu e sei il personaggio, l’azione, il momento, la storia. Molti artisti sono provati da quest’esperienza così totalizzante. Il rischio è di perdersi. Molti si perdono. Molti utilizzano l’arte per ritrovarsi, ogni tanto, ma nella vita restano comunque dei disperati. Continuare a inseguire l’arte, starci dentro, donarla e volerla possedere, senza capire niente ed è meraviglioso e terribile. E non puoi farne a meno.

philip-seymour-hoffman

Ho capito che sono turbata dalla morte di Hoffman perché non gli è bastato essere un grande artista. Non parlo del successo, dell’oscar, dei soldi. Parlo proprio di quella linfa vitale che è l’arte, che ti distrugge e ti ricrea. Lui evidentemente, esattamente come quei ragazzi conosciuti in comunità, aveva la dipendenza da un dio superiore a tutto. E quel dio non era l’arte. E non lo accetto.