Nomination Miglior Adattamento Voci nell’Ombra

È con grande gioia che ricevo la nomination per il miglior adattamento dei dialoghi italiani nella categoria cinema del film Noi (Us), regia di Jordan Peele, premio rilasciato da Voci nell’Ombra Festival Internazionale del Doppiaggio.
Ringrazio la giuria per avermi nominata, è un onore partecipare a un premio così prestigioso. E mi emoziona essere nominata assieme a due mostri sacri come Valerio Piccolo e Sandro Acerbo, ai quali faccio i migliori in bocca al lupo.
Una sorpresa, una grande gioia e una bella soddisfazione, comunque vada.
Grazie davvero!

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Ascoltando Jordan Smith: ma che voce incredibile!

Jordan SmithDa alcuni giorni sto ascoltando molto Jordan Smith, questo fantastico ragazzo di 23 anni che ha vinto la recente edizione di The Voice Usa.
Io non sono una fan dei contest vocali, The Voice o X Factor per esempio li seguo raramente e da lontano, giusto per restare informata, ma non li amo perché, a mio avviso, riducono molto il senso artistico del canto e tendono ad appiattire gli stili. Inoltre, non sopporto le liti, le votazioni e le scelte “di pancia” del pubblico, che poi alla fine non sono mai scelte di pubblico, ma solo dell’etichetta e del programma. Insomma, non sopporto la finzione che ruota attorno a questi programmi.
Credo ancora che un cantante debba essere scelto da una produzione e/o un’etichetta in cui lavorano veri professionisti che sappiano scegliere, prevedere, intravedere e sperimentare. Ma taglio corto, non è di questo che voglio parlare.

 

Jordan Smith mi ha fatto commuovere quando l’ho ascoltato per la prima volta, per caso, gironzolando in rete. Il brano era Somebody to love, dei Queen, cantato originariamente dal mio grande amore adolescenziale Freddie Mercury, la voce che per me rimane la voce assoluta e non solo perché l’ho amato nella e dalla adolescenza, ma perché davvero credo sia stato eccelso. Non mi soffermerò neanche a parlare di Freddie Mercury.

Torno a Somebody to love interpretata da Jordan Smith. Ecco, se mi ha fatto commuovere su questo brano, il cui confronto con Freddie Mercury appunto è spietato, allora vuole dire – oltre che probabilmente mi sta per venire il ciclo – che qui siamo di fronte al caso che va oltre la spettacolarizzazione della tv, oltre i contest, oltre il commercio, oltre l’immagine preconfezionata. Io personalmente mi commuovo solo quando sento l’anima, ok, ma penso proprio che abbiano voluto andare oltre anche gli organizzatori del programma. Non si fa vincere uno così se non si è sicuri che venderà una valanga di dischi ed è fantastico che abbiano deciso di alzare di gran lunga il livello. Questo grande professionista ha anima, non venderà solo dischi e noi siamo molto fortunati.

 

Jordan Smith a una voce pazzesca, un timbro delizioso, un’estensione incredibile, un’intonazione impeccabile (notare come il coro, per esempio all’inizio, non sia proprio intonato) ma a differenza di tanti talenti che passano nei vari contest (che devo dire negli ultimi anni accolgono ragazzi di una bravura eccezionale) questo qui ha proprio il fuoco sacro. E poi non si muove, non si atteggia e non scodinzola con la voce come fanno ormai quasi tutti. Ha una sua identità. E caspita, ne avevamo bisogno. Basta con i cloni!

 

Andando a spluciare su yotutube ho visto la differenza tra la prima esibizione e l’ultima (Somebody to love è cantata alla semifinale). Gli hanno cambiato il look, gli avranno detto che deve aprire gli occhi e guardare in camera e il pubblico, che deve muoversi, essere più istrionico, ma nonostante tutto, resta un personaggio a sé, con la sua voce splendida, la convinzione e la sincerità ad ogni nota emessa. E si vede, non solo si sente!

 

Spero davvero che questo gioiellino si conservi e maturi splendidamente, che aver vinto questa trasmissione importante non lo confini a un successo breve e commerciale, con un repertorio banalotto. Si merita canzoni straordinarie, una carriera lunga e varia.
Spero che abbia tante cose da raccontare con quella voce strepitosa che si ritrova, ne abbiamo tutti un gran bisogno.

 

Faccio il tifo per lui e per tutti coloro che amano l’arte, studiano, sono bravi e hanno qualcosa da dire e tanta bellezza da condividere.
Jordan Smith, mi raccomando, non mi far fare brutta figura!

 

 

(Jordan Smith mi ha fatto ricredere su The Voice, ma diciamo la verità, cioè che tutto è crollato quando ho scoperto che esiste un team di Adam Levine!)

Musica in Mostra a cura di Sara De Santis e Alessandro Quarta

MUSICA, VOCE, SUONO DIVENTANO OGGETTO D’ARTE ALLA MOSTRA SOGNO QUINDI SONO

Alessandro Quarta ha ideato e composto la sonorizzazione della mostra “Sogno quindi Sono”, per esplorare in un viaggio musicale i colori nascosti del sogno.

Sara De Santis ha scritto i testi musicali e ha curato e interpretato l’identità incerta di Vittoria, con il testo “Guardami”, per dare voce a un evocativo e misterioso ritratto abbandonato e ritrovato.

Assieme hanno realizzato entrambi i progetti e hanno dato vita, suono, parola e musica alle
espressioni visive della mostra “Sogno quindi Sono”.

Il vocal group Quarta Dimensione ha cantato e recitato diverse volte nei musei o nelle mostre.
La musica a cappella si adatta particolarmente bene agli spazi, all’acustica e ai temi espressivi
delle arti visive sia per una evidente facilità tecnica negli spostamenti durante un concerto
itinerante sia per l’impatto vocale che suscita suggestioni immediate ed evocative.
E’ nata presto l’esigenza di plasmare voce e suono al percorso artistico, di far divenire la
musica un vero e proprio oggetto d’arte. Alessandro Quarta e Sara De Santis del vocal group
Quarta Dimensione, dopo aver partecipato assiduamente come cantanti e attori alla mostra
“Le ragioni dello sguardo e il fotografo fotografato”, che si è tenuta da dicembre 2014 a
maggio 2015 al Granaio di Santa Prassede, hanno accolto con slancio l’invito di Maria Cristina Eidel a dare un contributo alla mostra successiva “Sogno quindi sono”.

Alessandro Quarta, attore, doppiatore, cantante e compositore, ha musicato tutte le tappe del Granaio e ha elaborato alcune composizioni ispirandosi a immagini, atmosfere, spazi del
Sogno, interpretandole poi con Sara De Santis. Sono emersi brani molto differenti tra loro per stile, scrittura ed esecuzione.
All’ingresso si apre la mostra con un brano a cappella che racconta il sogno, il desiderio, la
memoria, il viaggio, una sorta diintroduzione onirica alla mostra.
Nella rampa di scale che porta al secondo piano si abbandona l’aspetto concettuale delle
parole, per entrare in una dimensione vivace, ricca di percussioni ed effetti sonori, che cambia totalmente lo scenario uditivo così come accade con quello visivo.
Salendo al terzo ed ultimo piano del Granaio le scale si fanno più strette, la luce si abbassa, in
alto si eleva il nautilus-mongolfiera di Alessandro Arrigo e si entra in un fascio di sonorità
vocali profonde, della terra, quasi tibetane, che introducono al Diario di un sogno di Giulia
Castagliuolo e si espandono su tutto il piano, plasmandosi con le opere degli altri artisti
presenti.
Si arriva poi a una piccola stanza, che addirittura ha dentro il mare, e ritornano armonie vocali aperte che sembrano volersi liberare o risvegliare dopo un lungo sonno.

Il viaggio sonoro continua nel mondo di Vittoria e la musica si fa sfondo per cedere posto alla
parola. Vittoria è la misteriosa donna della foto d’epoca trovata davanti a un cassonetto, che
ha inaspettatamente viaggiato verso il Granaio e si è imposta come ruolo dominante nella
mostra Sogno quindi Sono.
Sara De Santis attrice, cantante e autrice, ha scritto e interpretato il testo“Guardami”, il sogno in cui Vittoria afferma la sua identità ritrovata. La sua voce sembra uscire direttamente dal ritratto e parlare attraverso gli occhi timidi, ma vivaci di Vittoria. Il suono avvolgente delle
parole si fonde con l’immagine e si apre al ventaglio di interpretazioni sul volto, la storia e la vita di questa donna che incanta tutti coloro che incrociano il suo sguardo.
Proseguendo nella mostra si può trovare, tra gli altri, anche il contributo video su Vittoria
realizzato da Sara De Santis con alcune delle fotografie della mostra, che aggiungono ulteriore
suggestione e simbolismo al racconto.

Il viaggio musicale all’interno della mostra si conclude con alcuni brani tratti dal disco Volo Lontano di Quarta Dimensione, utilizzati in proiezioni video realizzate da Maria Cristina Eidel e Konstantinos Papaioannou.

 

PRESENTAZIONE DELLA SONORIZZAZIONE

MOSTRA “SOGNO QUINDI SONO”

VENERDI’ 17 LUGLIO 2015 ALLE ORE 20,30

GRANAIO DI SANTA PRASSEDE – ROMA

INGRESSO LIBERO

INFO WWW.GRANAIORESORT.IT

“CI TOCCA” – VITTORIA, LA CERTEZZA DI UN’IDENTITÀ IGNOTA. DIALOGO ATTORNO AL Sé

vittoria

 

Venerdì 10 a Roma, al Granaio di Santa Prassede alle ore 20.30 una serata di letture, proiezione di immagini, musica, durante la quale artisti di differente impronta e estrazione concorrono insieme a costruire un’identità, un immaginario, una memoria.

“CI TOCCA” – VITTORIA, LA CERTEZZA DI UN’IDENTITÀ IGNOTA. DIALOGO ATTORNO AL Sé

La fotografia d’epoca di una donna sconosciuta trovata accanto ad un cassonetto della spazzatura e il dialogo interartisco che l’ha fatta divenire il simbolo della mostra “Sogno, quindi sono”, ci conduce nei meandri misteriosi della costruzione del sé e alla ricerca di cosa sia e come si compone l’identità di una vita.

Intervengono:

Quarta Dimensione: “Guardami”, la voce di Sara De Santis prestata a Vittoria ci conduce nel mondo del suo sogno. Testo di Sara De Santis, musiche di Alessandro Quarta.

Laura Muscarà: “Vittoria, testimone di memoria”. Storia di un ritrovamento e del suo felice esito. Lettura a cura di Sara De Santis

Sara Sardiello e Simona Maria Conca: “Vittoria”, Videoanimazione di un ritratto.

Mariacristina Eidel e Kostantinos Papaioannou: ”La memoria dei sogni, i sogni della memoria”. Multimediale

Il brano “Hesse” è parte dell’album Volo Lontano realizzato dal vocal group Quarta Dimensione.

Seguirà un aperitivo offerto dagli Amici del Granaio, durante il quale sarà possibile degustare e acquistare il Caffè Galeotto.

Il Caffè Galeotto è un prodotto solidale lavorato e confezionato nella torrefazione situata all’interno dell’Istituto Penitenziario di Rebibbia da ragazzi detenuti, che hanno avuto la possibilità di essere formati per occuparsi in un progetto di re-inclusione sociale.

Presso il Granaio di Santa Prassede, via di Santa Prassede 8.

Ingresso libero

Per info, visitare il sito www.granaioresort.it

Inaugurazione della Mostra “Sogno quindi Sono” al Granaio

bannermostra

Venerdì 26 giugno 

Inaugurazione della Mostra

SOGNO QUINDI SONO

Granaio di Santa Prassede a Roma

Insieme con fotografi, pittori, scultori, sarà presente anche il vocal group QUARTA DIMENSIONE, con le musiche e le parole di Sara De Santis e Alessandro Quarta.

SARA DE SANTIS ha curato e interpretato ”L’identità incerta di Vittoria”, per dare voce a un evocativo e misterioso ritratto abbandonato e ritrovato.

ALESSANDRO QUARTA ha ideato e composto la sonorizzazione della mostra, per esplorare in un viaggio musicale i colori nascosti del sogno.

Assieme hanno realizzato entrambi i progetti e hanno dato vita, suono, parola e musica alle espressioni visive della Mostra “Sogno quindi Sono”.

GRANAIO DI SANTA PRASSEDE

SOGNO QUINDI SONO

26 GIUGNO 2015

ORE 20.00

VIA SANTA PRASSEDE 8

INGRESSO LIBERO

Informazioni QUI

 

(Animazione video di Vittoria a cura di Sara Sardiello)

Avere 20 anni come Greta e Vanessa

Se tornassi ai miei 20 anni, vorrei essere una Vanessa o una Greta.

Vorrei essere giovane e forte.

Vorrei credere in ideali così grandi da rischiare la mia vita.

Vorrei fare errori importanti per imparare cose importanti.

Vorrei essere giudicata e additata da un Paese intero per imparare a essere una roccia. E diventare, a 21 anni, matura come una cinquantenne, ma con tutta l’energia da ventenne.

Vorrei vincere il cinismo di chi crede che cambiare il mondo è impossibile.

C’è tempo per i 30, 40 e passa anni, la consapevolezza, la comodità, l’accumulo di cose a cui non poter rinunciare, i bilanci, i rimpianti, i programmi a lungo termine, le analisi e i giudizi, la normalità.

A 20 anni vorrei divorare la vita come se non ci fosse un domani.

Odio i manipolatori!

odio i manipolatori

Tra tutti i generi di persone che creano maggiore disagio e i peggiori sentimenti, in cima alla lista ci sono i manipolatori.

Tentano di ostacolare il tuo cammino. Controllano, sobillano, studiano strategie. Hanno il potere di cambiare il corso degli eventi. A tua insaputa, modificano la realtà attorno a te. E sono molto, molto motivati.

Matrix agent

Ma in particolare, i manipolatori giocano sul tempo. Hanno programmato mentre dormivi. Hanno previsto le mosse di difesa. Hanno un tabellone in camera con le tue foto e i tuoi spostamenti!

Quando finalmente ti svegli e scopri di essere finito nel dedalo, l’incredulità, la delusione, la rabbia ti fanno perdere altro tempo.

 

E il tempo è prezioso in guerra.
Soprattutto se non sai di essere in guerra.

 

I manipolatori sono falsi, ipocriti, passivoaggressivi, ingannevoli, faziosi.

Keyser Soze The usual sospetcs

Non li riconosci e, se li conosci, sono come dei tossici, ti giurano che non lo hanno mai fatto o che non lo faranno mai più.
Siccome già sanno la tua reazione, sono già pronti ad insinuarti il dubbio o il senso di colpa e a sferrare il colpo finale. E raggiungere l’obiettivo.

 

Per uscire dal labirinto dei manipolatori c’è solo una mossa che salva, e uccide ogni loro scopo: andarsene.

scacco-matto